Partiamo dall’inizio: cosa sono i neuroni?
Sono le cellule che costituiscono il nostro sistema nervoso: cervello, midollo spinale e nervi.
I neuroni hanno il ruolo di ricevere, elaborare e trasmettere informazioni al nostro corpo. Controllano qualsiasi funzione del nostro corpo e della nostra mente: pensare, parlare, camminare, correre, mangiare, risolvere un problema, ricordare un numero di telefono,..
I neuroni come il gioco del “filo del telefono”, ma non sbagliano mai il messaggio.
Per trasportare il messaggio ogni neurone rilascia delle sostanze chimiche (neurotrasmettitori) al neurone successivo fino a raggiungere la giusta destinazione.
Tipi di neuroni
I neuroni non sono tutti uguali, ognuno ha un ruolo e un lavoro da svolgere, quali sono?

Neuroni sensitivi: raccolgono le informazioni dall’ambiente esterno e le portano al cervello.
Ci permettono di sentire l’acqua sulla pelle, vedere i colori, ascoltare la musica, sentire il sapore del gelato o la voce della mamma.

Motoneuroni o neuroni motori: trasmettono le informazioni dal nostro cervello ai muscoli.
Ci permettono di camminare, correre, parlare, fanno muovere il nostro cuore e ci permettono di respirare.

Neuroni associativi: sono una sorta di computer, analizzano le informazioni, coordinano le risposte e connettono i neuroni sensitivi con quelli motori. Si trovano solo nel sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e sono i più numerosi.
Appuntamento con la storia
Come per altre scoperte scientifiche, anche i neuroni specchio sono stati scoperti per caso.
Agli inizi degli anni ’90 Giacomo Rizzolatti, insieme ai suoi collaboratori dell’ Università di Parma, iniziarono a studiare la corteccia premotoria del macaco. Posizionarono degli elettrodi sulla testa della scimmia per studiare i neuroni che si occupano del movimento della mano come raccogliere o manipolare oggetti. Mentre la scimmia raccoglieva e portava alla bocca pezzi di cibo i ricercatori studiavano i neuroni che si attivavano durante il movimento.
Quando uno sperimentatore prese una banana da un cesto di frutta, alcuni neuroni della scimmia che osservava la scena reagirono.
Com’era possibile se la scimmia non si era mossa?
Neuroni a specchio!
Cosa sono i neuroni a specchio?
Sono dei neuroni motori che si attivano sia quando facciamo un movimento che quando osserviamo una persona fare un movimento.
Si attivano facendo, ma anche guardando lo stesso movimento.
La cosa davvero incredibile è che le aree cerebrali che si attivano sono le stesse e questo aspetto nella riabilitazione e nel linguaggio è fondamentale.
Non solo, quando un bambino guarda una persona ridere, il suo cervello osserva i muscoli del viso che creano l’espressione facciale attivando i neuroni a specchio che servono per ridere. Questo permetterà al bambino di comprendere l’emozione della persona osservata, sperimentando l’empatia.
Neuroni a specchio e linguaggio
Nei primi due mesi di vita nella relazione tra il bambino e i suoi genitori avvengono molte interazioni sociali: sorrisi, vocalizzi ed imitazioni reciproche.
Traverthen la chiama intersoggettività primaria.
Sono un insieme di abilità sensomotorie che consentono al bambino di comprendere il significato dei movimenti, dei gesti, delle espressioni facciali, della direzione degli occhi, delle azioni intenzionali della mamma e, successivamente, delle interazioni a “tre” con l’oggetto.
In questo modo il bambino da un senso al mondo insieme ad un’altra persona, grazie ad un continuo scambio di turni come se stessero conversando.
L’intersoggettività sembra innata e i bambini sono capaci di impegnarsi intenzionalmente nella comunicazione.
Sono in grado di rispondere a un movimento imitandolo e hanno la capacità di provocare una risposta imitativa nella mamma sostenendo così la comunicazione.
L’attenzione è mantenuta attraverso il corpo in una danza guidata da continui movimenti, gesti, posture, vocalizzi e parole.
I neuroni a specchio sostengono questa danza.
Quando il bambino vede un movimento nell’adulto, l’azione osservata creerà un’immagine motoria nella mente del bambino che gli permetterà di imitare il movimento creando comunicazione, comprendere le azioni dell’adulto, comprendere le emozioni che l’adulto sta provando e poi prevederne il comportamento.
Neuroni a specchio e riabilitazione.
Nella riabilitazione i neuroni a specchio ci danno una grossa mano.
Ci permettono con il “faccia a faccia” di far provare al cervello del bambino il movimento che vogliamo insegnarli per i suoni, le parole, ma anche le frasi.
E’ importante ricordarsi che il linguaggio è anche un atto motorio.
Per dire una parola dobbiamo coordinare e muovere la lingua, le labbra e le guance, e per farlo bene, dobbiamo essere molto veloci e precisi.
Vi faccio un esempio con un suono difficile che i bambini imparano attorno ai 4 anni: il suono Shh, il verso che usiamo per chiedere il silenzio.
Quando facciamo il suono “Shh”, le nostre labbra si allungano, la bocca si fa piccola, la lingua si sposta indietro e l’aria esce.
Anche se il bambino non è ancora in grado di farlo, con il “faccia a faccia” siamo sicuri che la mente del bambino avrà provato quel movimento anche senza imitarlo.
Poi, inizierà ad imitare e provare un movimento che la sua mente sapeva fare e la sua bocca non aveva ancora provato.
Ci saranno molti tentativi per arrivare ad movimento uguale a quello dell’adulto, ma ora i giochi sono fatti, ed un nuovo suono utile per le parole SCivolo, piSCina, peSCe, riuSCire,… è stato imparato.
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Le immagini sono tratte dal libro Anatomia di Hélène Druvert, L’ippocampo.